Nad: un Gran Premio al mese

La carriera di Nad al Sheba, interrotta per un infortunio nel settembre 2010, si è sviluppata in dodici uscite, tutte nel 2010, nove delle quali coronate da successo. Dopo l’esordio vittorioso in maiden di Treviso, con la guida del suo allenatore Mauro Baroncini, sono seguite altre cinque vittorie (quattro con Davide Nuti in sulky), interrotte solo dal secondo nel premio Veneto, vinto da quel Napoleon Bar due mesi dopo a segno nel Città di Napoli (gr I) e poi in una batteria del Derby. Dopo questo primo impatto con la massima categoria nazionale, Nad Al Sheba in pratica non ha più perso, continuando a corre con la guida di Davide Nuti e il trainig di Baroncini, che l’ha plasmato fin dalla doma.

Successo quindi nel 107° Elwood Medium, dove ha mostrato duttilità e forza esplosiva guadagnando subito la testa con una prima frazione in 28.5 e allungandolo in retta  fino a segnare il record della corsa: 1.13.2,  misura che su pista da mezzo miglio vale il vertice europeo. L’allievo di Baroncini si è presentato  due settimane dopo al Giovanardi, dove ha dato prova di saper emergere anche in corsa manovrata e di avere carattere per tenere a bada in arrivo Non Solo bar e New Star Fsk.

Si è cosi arrivati al Nazionale, test che doveva sopratutto fugare i dubbi sorti sulla tenuta alla distanza in occasione del Veneto e, almeno secondo alcuni, non del tutto smentiti dal Giovanardi, caratterizzato da un primo chilometro lento. Nad Al Sheba, sui 2100 metri di San Siro, ha fugato ogni perplessità vincendo con un arrivo solitario e in piena spinta e fermando il cronometro: 1.12.1, contemporaneamente record del mondo e dei tre anni della corsa, che mandava in briciole il precedente 1.13.1 di Faliero As.

Hanno detto di lui

Jerry Riordan «In tutte le corse mi ha sempre impressionato, non ho mai visto fino ad ora un cavallo in Italia che ha fatto una corsa come l’ha fatta lui nel Nazionale a Milano, sia per il tempo sia per la facilità con la quale ha vinto. Secondo me è il migliore della sua generazione, anche rispetto ai coetanei nati nel 2007 che ho visto in pista in America».

Mauro Baroncini «Nel Nazionale, quando ho guardato il cronometro, ho pensato avesse le pile scariche e si fosse fermato prima. Solitamente trovi cavalli duttili, semplici, ma che mancano un po’ di cuore, questo lui non l’ha dato a vedere e, ogni corsa, mi sembra faccia un passo avanti».

Davide Nuti «Abbiamo strappato a partire e poi il cavallo, nonostante i 2100 del Giovanardi, ha lottato e vinto bene. Non è vero che non fa la distanza. Inoltre ha un gran carattere, con l’avversario a destra lui non si fa mai passare. Lo sento che non vuole farsi battere».

Matteo Pierelli (La Gazzetto dello Sport in occasione del Nazionale)
«Nad al Sheba è stato un missile al via e primo a presntasi su Nordhal. Dopo 200 metri la corsa era già finita».

Domenico Deci (Trotto&Turf in occasione del Nazionale)
«Nad Al Sheba ha volato due giri di pista in 2’25″0. Il primo in 1’13″1 inizialmente era sembrato esagerato, ma in realtà era solo il ‘rullaggio’ per decollare nel secondo in 1’11″9, con passerella in retta d’arrivo che lui ha affrontato mentre gli altri erano in